Centro Documentazione Arti Circensi

Il clown e la coscienza : Homo stupidens

Tipologia Bibliografia/Fonte
Data cronica
2021
[VUOTO]

Descrizione

L'immagine del clown è sempre stata legata al mondo del circo e dunque confinata nella sfera dell'animazione e dell'intrattenimento. Negli ultimi decenni, tuttavia, questa figura è radicalmente cambiata grazie a un grande maestro, Pierre Byland, che l'ha portata in teatro e ne ha fatto l'elemento centrale del proprio lavoro creativo. Gerardo Mele, allievo e collaboratore di Byland, ci parla qui del nuovo clown e del percorso di trasformazione interiore richiesto a tutti coloro che si dedicano a questa forma d'arte. Perché essere clown significa tornare alle origini e recuperare la capacità di stupirsi di fronte alla realtà, ritrovando dentro di sé gli aspetti ridicoli e naïf senza preoccuparsi per la propria reputazione. Significa, in altre parole, riappropriarsi  dello sguardo di un bambini che scopre il mondo. Il vero desiderio del nuovo clown è semplicemente essere, ritornare al punto zero, cioè all'Homo stupidens, che non si preoccupa né del passato né del futuro, ma vive esclusivamente nel presente. Soltanto così apre lo spazio vuoto della creazione, dove la mente è capace di grande amore ed è veramente libera.

Collana / Collezione

I pellicani. Pratiche

Luogo di edizione

Torino

ISBN

978-88-335-3647-7

Paese

IT

Lingua

ITA Italiano

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